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Interviste


Nabil intervista Nabil

18 giugno 2008

Una sua breve presentazione:

  • Sono uno spirito libero, rifiuto i catenacci dei dogmi nell’arte. L’artista deve agire spinto da emozione e deve riuscire a trasmettere questa sua sensazione all’osservatore. Se la spinta dell’artista è motivata da altri interessi, ciò non accade e l’artista ha tradito il fruitore, se stesso e l’arte.

Una breve definizione della Sua pittura:

  • Originale.

In genere chi si avvicina ad un suo quadro cosa percepisce immediatamente?:

  • Emozione.

Lei è Artista per scelta, vocazione o cos’altro?:

  • Per amore.

I tre Artisti italiani contemporanei che ama di più:

  • Arnaldo Pomodoro, Giuseppe Rossetti, Nabil.

Tre Artisti che hanno fatto la storia dell’Arte contemporanea:

  • Lucio Fontana, Georges Mathieu, Emilio Vedova.

La Sua pittura subisce influenze di “modelli” o di Maestri della storia dell’Arte?:

  • Sì, incoscientemente.

La maggior qualità di un Artista di oggi:

  • Sincerità.

E il maggior difetto?:

  • Prostituzione.

Un Suo giudizio sui critici d’Arte:

  • Pochi in simbiosi con l’artista, tanti saprofiti, molto bravi a dire cazz… enormi!

Per la Sua esperienza chi fa i prezzi del mercato?:

  • Il mercato.

Secondo molti operatori la Galleria d’Arte tradizionale vive una sua crisi d’identità. È anche Lei di questo avviso?:

  • Sì.

Qual è lo strumento più utile per far conoscere un Artista oggi?:

  • Il denaro.

È credibile il mercato dell’Arte in Italia? Lo definisca con un aggettivo:

  • No.
  • Falsato.

Si vive di sola Arte?

  • Magari!!

Perché si compra un quadro oggi? Faccia tre ipotesi:

  • Amore, investimento, arredamento.

Il figurativo tradizionale - pur nella variabilità e nella successione dei movimenti storici dai primi del 900 ad oggi - rappresenta ancora il nostro tempo? Mi motivi la sua risposta:

  • No.
  • Sono passati cento anni!

Esiste ancora una “scuola italiana” nel panorama internazionale delle arti visive?:

  • Sì,eccome!

Dalla Siria con umore

Intervista a: Nabil Al-Zein

di Cosma Capobianco
www.odontoconsult.it, 4 marzo 2008

Dalla Siria con umore

Intervista a: NABIL AL-ZEIN

Autore: Cosma Capobianco

I dentisti, si sa, sono abituati a certi stereotipi negativi, fissati nell’immaginario collettivo da un bonding implacabile.
Qualcuno, purtroppo, deve sopportarne pure altri magari perché la sua patria è nell’elenco degli “stati-canaglia”. L’importante è non prendersela troppo e riderci, anzi, scriverci sopra. Ce lo dimostra Nabil Al-Zein, arrivato a Tolentino via Perugia, autore di un libro dal titolo provocatorio Integrazione, integralismo e nudo integrale - Racconti al peperoncino del mondo globale.

Nato a Damasco, in Italia dal 1966, come vede ora i suoi “due mondi”?
Dopo più di quarant’anni in Italia, non vedo più tante cose come le vedevo in Siria e contemporaneamente riesco a notare gli errori con cui viene interpretato il mondo arabo e islamico da qualsivoglia fonte in Occidente. Questa mia posizione quasi neutrale oltre che panoramica a 360°, mi ha costretto a compiere il grande passo: dire quello che so.

Per questo ha deciso di scrivere un libro con un titolo così piccante?
Il lungo titolo richiama il modo di intitolare dei vecchi testi arabi medievali. È “piccante” in quanto rispecchia tratti altrettanto piccanti e scabrosi dentro gli otto brevi racconti imperniati su uno dei temi del mondo globale.

E in particolare…?
Ho affrontato con ironia i drammatici problemi del mondo globale: emigrazione, integralismo, terrorismo e 11 settembre, conflitto arabo-israeliano e il dramma dei due popoli coinvolti, i regimi arabi dittatoriali e polizieschi che covano sotto le ceneri il germe del terrorismo pronto a soppiantarli alla prima occasione, scagliandosi contro l’Occidente che fino a ieri li aveva protetti. Tutto ciò non poteva che causare una migrazione epocale che non sarà mai tamponata da leggi e leggine miranti a controllare frontiere ormai inesistenti.

Ma c’è anche qualcosa di personale?
Sì, ho voluto esplorare l’intimo e l’altra faccia dell’arabo. Non più solo terrorista (come vogliono i media alla ricerca di audience a tutti i costi), ma un uomo con tutte le sue debolezze che sa amare e piangere, sbagliare e pentirsi. Questo lato, tenuto gelosamente nascosto per orgoglio dallo stesso arabo, è stato qui messo a nudo senza falsi pudori.

Lei ha un animo eclettico: dentista, pittore, fotografo… la prossima opera?
Tra pochi mesi dovrebbe uscire il mio romanzo storico Il sogno edito dalla Jouvence, un lavoro completamente diverso dal primo in quanto frutto di ricerca storica durata più di quattro anni da varie fonti bibliografiche anche antagoniste, dove la storia è incastonata in un avvincente e movimentato romanzo con finale a sorpresa. Attualmente sono alle prese con un racconto fantastico in cui dialogano i mondi animale, vegetale e inanimato sfogando la loro rabbia contro l’uomo pasticcione che si è proclamato padrone dell’universo distruggendolo, dialoghi divertenti e ironici che ricalcano l’umore del mio primo libro.


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